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La testimonianza di Katja, Enrico e Giorgio: “Abbiamo imparato a conoscere la Canossa da un angolo differente”

In questo periodi di prova per tutti noi, diverse sono state le opportunità per chi ha saputo riconoscerle e coglierle.

Naturalmente sempre che si sia stati fortunati a vivere questo tempo così strano in buona salute, noi ed il cerchio della famiglia allargata compreso.

Penso che avere avuto dei bambini a casa sia stato da una parte sicuramente più impegnativo e dall’altra più fruttuoso ed ancor più foriero di occasioni positive.

La responsabilità di accudire i nostri piccoli l’abbiamo vissuta come necessità di informare e spiegare con buon senso quanto sta accadendo e questo ha aiutato anche noi adulti a trovare la dimensione più sensata e centrata.

Informarsi evitando i gossip e gli estremismi, trattare con fiducia e con spirito cristiano ogni informazione ed avvenimento, condividere il quotidiano in una dimensione e in un modo inediti e in uno spazio così piccolo come è la casa, ascoltare le voci e i sentimenti del vicinato come forse mai avevamo fatto.

Queste sono solo alcune delle piccole cose che avrebbero potuto travolgerci, ma di cui ci siamo riappropriati e che abbiamo fatto diventare – come tanti altri, ne siamo certi – la nostra forza.

La Canossa è stata parte di tutto questo ed abbiamo imparato a conoscerla in modo diverso, da un angolo differente.

E l’abbiamo amata ancora di più perchè è diventata parte della nostra famiglia entrando nelle nostre case con la forza dell’amore e della condivisione, in un abbraccio ancor più forte e caldo perchè inaspettato.

Il personale docente e direttivo è stato unico, lavorando ancor di più e in condizioni difficili – sotto tanti punti di vista – per supportare i ragazzi aiutando così le famiglie a dare un senso ad un tempo che sembra non averlo.

Il loro impegno quotidiano ed appassionato ci sta accompagnando ogni giorno tramite i compiti, le lezioni, i racconti e i video divertenti che ci fanno anche giocare, cucinare e provare a fare teatro.

Ne usciremo da questa prova, con le ossa rotte ma con lo spirito più pronto e consapevoli che qualcosa nei comportamenti di vita e del sociale va davvero rivisto per ritrovare la libertà perduta.

Katja, Enrico e Giorgio

 

ISTITUTOCANOSSASLIDERSITO2
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